È una fredda e nevosa giornata di dicembre quella di giovedì 13, in quel di Trieste. Parto quindi alla volta di Vicenza, per scaldarmi l’animo con una serata all’insegna del metalcore: a suonare sul palco del Centro Sociale Bocciodromo ci sono Silent Planet, Acres, Comrades, Days Gone By e  LIR.
I californiani headliner della serata sono in tour per promuovere il loro ultimo album “When The End Began” uscito questo novembre via Solid State Records.

Ad aprire la serata, con circa quindici minuti di ritardo, è la band melodic hardcore LIR, originaria di Bolzano. Con la grinta del cantante, i cori del bassista e una bella chitarra solista, la band riesce a catturare l’attenzione degli ancora pochi presenti, e ad ingranare la giusta marcia per iniziare la serata.

LIR

È poi la volta dei Days Gone By. Dopo qualche problema tecnico all’intro che si blocca, gli udinesi non si scoraggiano troppo e riescono a recuperare con una grandissima energia! Sfortunatamente, però, pare che il computer non voglia proprio collaborare e per questo motivo sono costretti a tagliare dei pezzi dalla scaletta.
Riusciranno comunque a rifarsi la sera dopo a Pradamano in apertura ai Despite Exile, proponendo una setlist completa e dando il meglio di loro.

DAYS GONE BY

Il centro sociale è ormai praticamente al completo, giusto in tempo per accogliere una delle band di cui mi sono più interessata nell’ultimo periodo. I Comrades offrono una vasta gamma di generi musicali riuscendo a creare atmosfere incredibili. La voce femminile e angelica di Laura McElroy (basso), quella pulita di Joseph McElroy e quella growl di Ben Trussel (batteria) riescono a creare l’equilibrio perfetto.
A causa di alcuni problemi di salute di bassista e batterista, il trio americano è costretto a tagliare un paio di brani e, inoltre, proporre un brano strumentale. Nonostante ciò, sono stati sicuramente la chicca della serata e, sebbene il genere un po’ diverso, il pubblico è riuscito ad apprezzarli al meglio.

COMRADES

Un breve cambio di palco ed ecco in posizione gli inglesi Acres, accolti in prima fila da numerosi fan che cantano ogni singolo brano proposto. La voce di Ben Langer è al pieno della forma, riuscendo a passare da clean a growl senza problemi per l’intera performance. Dopo “Gloom“, “In Sickness & Health” e la nuova “Medicine“, la band post-hardcore propone la preferita dalla sottoscritta, “Miles Apart“, cantata a squarciagola da quasi tutti i presenti.

ACRES

Quasi senza nessun avviso, i Silent Planet si impongono sul palco del Bocciodromo con “The Well” e “XX (City Grave)” (dall’album “The Night Go Slept” del 2014). Il cantante Garrett Russell, a piedi nudi come da tradizione, si muove sul palco con passione e carisma scatenando un moshpit mentre le voci delle prime file non si perdono una singola parola. Dopo aver ringraziato calorosamente il pubblico italiano, Russell prosegue nella setlist anticipando i brani con discorsi di presentazione per far immergere al meglio gli spettatori all’interno della complessità dei suoi testi.
Si prosegue con le classiche “Orphan” e “Native Blood“, fino alla bellissima “The New Eternity” che scatena un headbanging collettivo. La voce del bassista Thomas Freckleton pare al top della forma e riesce a bilanciare al meglio le parti in scream di Russell.
Nonostante una setlist completa di undici brani, rimango con un po’ di magone per non aver assistito a più brani dell’ultimo capolavoro, come “Visible Unseen“, “Vanity of Sleep” e “In Absence“. Il tempo sembra non essere mai abbastanza per band di questo calibro.

Setlist:

1. The Well
2. XX (City Grave)
3. Orphan
4. Panic Room
5. Native Blood
6. First Father
7. Psychescape
8. The New Eternity
9. Nervosa
10. Dephts II
Encore
11. Darkstrand (Hibakusha)

SILENT PLANET