I Sister arrivano in Italia per questa unica data del loro Destination Tour di promozione del nuovo album “Stand up, forward, march!
Erano già più volte approdati in Italia non da headliner, bensì da supporto a band del calibro dei conterranei Hardcore Superstar e Crashdiet (il cui chitarrista è il bassista dei Sister, Martin Sweet), e U.D.O. tra le altre.
In apertura due gruppi nostrani, Noise Pollution e Raging Dead, scaldano i motori.
Il locale è abbastanza pieno, tanto che i fotografi fanno un po’ fatica a divincolarsi tra la gente.
L’atmosfera è molto cupa e le luci blu (le uniche), espressamente richieste dalla band, mettono non poco in difficoltà coloro che stanno dietro agli obiettivi nel tentativo di tirare fuori qualche bello scatto in mezzo al marasma di simpatici alticci sottopalco. C’è una ragazza che forse è un po’ troppo invadente, tanto che il cantante, Jamie Aderson, a un certo punto si ferma e, abbastanza alterato, le dice dal microfono “don’t touch, please!“.
Il concerto è una bella cavalcata punk/metal, che parte con Destination Dust. Nella scaletta trovano posto anche vecchi pezzi dagli album “Hated” (2011) e “Disguised Vultures” (2014) e la cover di My Michelle dei Guns’n’Roses.
Molto caldo e molto, moltissimo alcool mischiati con punk, glam, rock e metal fanno sì che il concerto sia una bomba. Non per niente i quattro svedesi sono noti per essere una delle migliori proposte live dalla Scandinavia.
A fine concerto la band si piazza vicino al merchandising per firmare autografi e fare foto con i fan, anche se da buoni svedesi non si sbottonano troppo con nessuno.

Galleria fotografica a cura di Samantha G. Jones

Ecco qui di seguito la setlist: