Con non poco timore mi appresto a vivere lo storico ritorno degli Smashing Pumpkins in terra italica. Tantissimi ricordi per una delle band di punta della mia gioventù: con la loro musica hanno segnato all’epoca momenti per me indelebili. Poi la crisi, lo scioglimento, le scarse notizie su Billy Corgan (e non buone, quando c’erano) me li avevano fatti riporre in quell’Olimpo di band che hai amato fino ad idealizzarle ma sai che non vedrai più.

Viste le premesse, la paura di rimanere deluso era tanta. La cornice di pubblico che fornisce l’Unipol appena arrivo è, comunque, quella delle grandi occasioni, sold out in ogni ordine di posto e con un’attesa da parte dei presenti palpabile ma, appena parte l’intro di “Mellon Collie and the Infinite Sadness” si viene catapultati indietro di decenni e si entra nel magico mondo ideato da Billy e soci.
Si parte con “Disarm” e si capisce subito che sarà uno show molto introspettivo: del resto, con tre ore di concerto e ben trentadue pezzi non poteva essere diversamente. Non mancano di certo i momenti più rock, e comunque anche sui classici gli arrangiamenti sono più easy, ma il tutto si addice magnificamente allo spettacolo visivo che accompagna la musica: filmati e proiezioni ad hoc per ogni canzone, che “raccontano” i pezzi, sono un piacere anche per gli occhi. Billy se ne sta davanti come un leader incontrastato, quasi a spazzare via tutti i pettegolezzi e dimostrare che non è una rockstar pompata che vive di ricordi ma un artista in piena forma con una voce ancora potente in grado di ipnotizzare le platee. James Iha è sempre li vicino, come a dargli sostegno, mentre il resto della band rimane nelle retrovie.
Trovare difetti rimane difficile, certo sarebbe stato bello rivedere la D’Arcy, e magari la cover di “Stairway to Heaven” non è il pezzo che più si addice al sound della band, ma è voler cercare il classico ago nel pagliaio e allora meglio concentrarsi sulla stupenda esecuzione di un repertorio vastissimo: un viaggio nei meandri del rock che ha segnato gli ultimi due decenni, i presenti non potranno che essere usciti soddisfatti coscienti di aver assistito ad uno spettacolo sicuramente sopra la media.

La scaletta del concerto di Bologna:

Disarm
Rocket
Siva
Rhinoceros
Space Oddity (David Bowie)
Drown
Zero
The Everlasting Gaze
Stand Inside Your Love
Thirty-Three
Eye
Soma
Blew Away
For Martha
To Sheila
Mayonaise
Porcelina of the Vast Oceans
Landslide (Fleetwood Mac)
Tonight, Tonight
Stairway to Heaven  (Led Zeppelin)
Cherub Rock
1979
Ava Adore
Try, Try, Try
The Beginning Is the End Is the Beginning
Hummer
Today
Bullet With Butterfly Wings
Muzzle

Silvery Sometimes (Ghosts)
Baby Mine (Betty Noyes)