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Era da molti anni che mancava in Italia un festival di solo Power Metal. Il genere è passato un po’ di moda negli ultimi anni, ma i colleghi di Spaziorock hanno avuto comunque il coraggio di organizzare un evento dedicato a questo genere. Volete sapere il risultato? Un successo enorme, con un Live Club strapieno al limite del sold out. Il popolo del metal (non solo Power) si è riunito per una giornata in compagnia di Overtures, Elvenking, Domine, Iron Savior, LT’s Rhapsody, Powerwolf e gli immortali Stratovarius, che oltre a suonare si son concessi a affollatissimi meet & greet coi fans.

OVERTURES

La band goriziana continua la propria ascesa verso il successo. overturesDopo averli visti sul palco del Gods of Metal di Monza, è stato un piacere rivederli qualche mese dopo sempre in promozione al loro ultimo lavoro intitolato Artifacts. La scaletta presentata al numeroso pubblico presente già nel primo pomeriggio, incentrata principalmente sull’ultimo album della band, ha decisamente soddisfatto i presenti. La grande abilità tecnica dei musicisti, le due coriste e la potente voce del cantante Michele Guaitoli fanno letteralmente volare i 20 minuti a disposizione del gruppo.

 

ELVENKING

elvenkingArriva il momento di un’altra band friulana, gli Elvenking. Con la loro ambientazione elfica trasportano il pubblico del Live Club in una terra a metà tra realtà e fantasia. La musica folkeggiante, accompaganta dal violino elettrico di Lethien, ben si sposa alle due chitarre di Ayden e Rafahel. Purtroppo anche per loro il tempo scorre veloce, ma nei sei pezzi che che ci hanno suonato, possiamo sentire tutta l’alchimia che tiene unita la band. Peccato solo per un problema tecnico al microfono di Damna all’inizio del concerto, che però è stato risolto in brevissimo tempo.

 

 

 

DOMINE

Stanno per salire sul palco i Domine, una delle band culto del Powedominer Metal italiano ormai da molti anni. Il concerto inizia con la canzone più classica e famosa della band, Thunderstorm, con la potente voce di Morby che non sente il peso degli anni, potentissima come sempre. Il pubblico al Live Club è oramai impazzito, cantando parola per parola le canzoni della band, che con The Ride of the Valkyries, Dragonlord e Defenders esaurisce il breve tempo a sua disposizione.

 

 

IRON SAVIOR

iron-saviorArriva il momento del primo gruppo straniero della serata, i tedeschi Iron Savior. La band di Piet Sielk è in tour per promuovere il nuovo album uscito a maggio, intitolato Titancraft. Proprio dalla loro ultima fatica è tratto il primo pezzo della serata, Way of the Blade, passando subito alla più famosa Starlight. La scaletta prosegue con pezzi vecchi e nuovi, con il climax su Heavy Metal Never Dies che ci porta all’ultimo brano Atlantis Falling, che terminerà il concerto.

 

 

 

LT’S RHAPSODY

Ed ecco finalmente il momento dei Rhapsody di Luca Turilli. turilli-rhapsodyIl chitarrista triestino (il Friuli è dirompente in questo festival) e la sua band, reduci da un lungo tour sudamericano, si presentano sul palco con quasi mezz’ora di ritardo per colpa di un problema tecnico. Dopo il maestoso intro di Nova Genesis, il concerto parte con Il Cigno Nero, seguita a ruota da Rosenkreuz, tratte dall’ultimo album Prometheus. Il frontman Alessandro Conti ci introduce Land of Immortals, tratto dal primo album di quei Rhapsody ancora uniti che oramai non esistono più. E qui il pubblico esplode, dimostrando che nonostante dischi nuovi e di qualità, i brani classici sono sempre i più amati. Purtroppo a causa del ritardo iniziale, ci siamo persi i due pezzi più attesi della serata, tra cui Emerald Sword. Un peccato davvero.

 

POWERWOLF

powerwolfLa band rivelazione del Power Metal mondiale di questi ultimi anni sono di certo i Powerwolf. La band tedesca dei fratelli Matt e Charles Greywolf, con la loro messa metal cantata dal frontman Attila Dorn, trasforma il Live Club in un santuario, dove i fedeli partecipano al rito cantando a squarciagola tutti i maggiori successi della band come Blessed and Possessed, Sanctified with Dynamite e We Drink your Blood. Il teatrale tastierista, Falk Maria Schlegel, che vestito da parroco salta su e giù per il palco incitando il pubblico, in certi momenti riesce addirittura a mettere in ombra con il suo carisma il frontman dei Powerwolf. Anche l’illuminazione studiata a tavolino rende il concerto dei tedeschi un vero spettacolo.

 

 

STRATOVARIUS

Finalmente dopo tanti anni ho avuto la possibilità di vedere dal vivo gli Stratovariustratovariuss. Li avevo un po’ persi di vista dopo l’album Infinity del 2000 e risentire le loro canzoni mi ha fatto tornare letteralmente indietro nel tempo, anche se degli Stratovarius che ricordo io rimangono solo il frontman Timo Kotipelto e il tastierista Jens Johansson. Dopo un breve intro si inizia con Speed of Light, proseguendo senza sosta passando per tutte le magnifiche e più classiche composizioni della band finlandese come SOS, Phoenix, My Eternal Dream, Paradise e Black Diamond. Una bella sorpresa è stata sentire Forever, una ballata con sola chitarra arpeggiata e tastiera a fare da accompagnamento alla fantastica voce di Timo. Per terminare la serata gli Stratovarius ci regalano Hunting High and Low, dove Kotipelto fa cantare più volte il pubblico, spronandolo ad essere più rumoroso di quello finlandese, slovacco, spagnolo.

 

Come tutte le cose belle anche questa giornata volge al termine. Il Live Club si è rivelato la scelta adatta per un festival come questo. L’area esterna per poter prendere una boccata d’aria tra un concerto e l’altro e la zona adibita al meet & greet sono state una manna per tutti i fan che volevano incontrare i propri idoli e scambiare quattro chiacchiere in santa pace. Ben sette gruppi si sono avvicendati in questa giornata tutta all’insegna della musica, dimostrando che al contrario di quanto dicono in molti, che il genere Power gode ancora di ottima salute.

 

A QUESTO LINK LA PHOTOGALLERY COMPLETA A CURA DI MANUEL DEMORI