Giorno 17 ottobre, sul palco dell’Alcatraz di Milano arriva la tappa del tour denominato “A Nordic Symphony”, tre band che hanno come punto d’incontro le tinte sinfoniche provenienti dalla Finlandia. Da un lato gli Stratovarius, per rivivere insieme il periodo in cui dominavano la scena Power Metal, e dall’altro la co-headliner Tarja Turunen, storica cantante dei Nightwish che è riuscita a creare una carriera solista personale ricca di bellissime interpretazioni. Ad aprire le danze sono il gruppo inglese Serpentyne che offrono un Metal Sinfonico dalle tinte folkeggianti e Celtic Rock. Non resta che gustarci il tanto acclamato evento!

SERPENTYNE
Il palco non è ancora del tutto affollato, ma per chi riesce a occupare le prime file lo spettacolo è assicurato. I Serpentyne ci raccontano storie di miti del passato in diversi brani come ad esempio “Helen Of Troy”, creando un’atmosfera davvero coinvolgente e festosa grazie alla voce e la presenza della cantante Vaughan Grandin e alle cornamuse. Non possiamo che restare affascinati fin da subito!

STRATOVARIUS
Se dovevano farsi perdonare da chi non ha tanto apprezzato l’ultimo lavoro “Enigma: Intermission 2”, questa è stata un’occasione più che buona. Le emozioni che ci fanno vivere risiedono in gran parte nei brani di una storia già scritta e che fa vivere di rendita. Quando Kotipelto inizia a intonare “Eagleheart” gli entusiasmi salgono al settimo cielo e tutta la folla, sebbene non oceanica, inizia a cantarla all’unisono. Si prosegue con una scaletta molto buona come l’affascinante “Forever Free” di “Visions”, un brano estratto dall’ultimo album “Oblivion”, le bellissime “Shine In The Dark” e “Paradise”. Lacrimoni versati dai fan storici con la super ballad “4000 Rainy Nights” introdotta dall’assolo del chitarrista Mathias Kupiainen, mentre il solo del maestro Jens Johansson introduce “Black Diamond”. Di nuovo lacrime di gioia con la monumentale “Destiny” e “Forever”, ormai immancabile nella scaletta. Si prosegue verso il finale con “Unbreakable” e il classicone brano di chiusura “Hunting High & Low”. Si conclude così un’esibizione molto buona, anche se ammetto un pochino plasticosa per quanto riguarda la chitarra di Mathias, ma non senza annunciare un ritorno per l’anno venturo in vista del prossimo album. Vi aspetteremo di nuovo!!

TARJA

Dulcis in fundo arriva il momento di Tarja. Tendiamo sempre a ricordarla come l’ex cantante dei Nightwish, ma ormai è dal lontano 2005 che la finnica ha intrapreso un percorso solista di gran livello. Sono passati 13 anni! 13 anni che sembrano un’eternità ma che hanno trasformato Tarja da grandissima cantante a splendida artista. Come il buon vino, anche lei sembra migliorare anno dopo anno. Sempre più bella, sempre più carismatica, sempre più coinvolgente, sempre più brava.

Un concerto molto bello, con due artisti che sono diventati dei mostri sacri della musica Metal finnica. La scelta di fare un tour insieme merita però una riflessione un po’ più ampia. I generi proposti attualmente da Stratovarius e Tarja sono piuttosto diversi l’uno dall’altro e, almeno per la data di Milano a cui abbiamo assistito, il risultato è sembrato che una buona metà dei presenti fosse lì solo per la band di Kotipelto e l’altra metà per Tarja. Il locale ci è addirittura parso leggermente più vuoto durante la parte finale con la finnica, e anche il pubblico rimasto meno coinvolto. Se unire i due artisti poteva far pensare a un successone di pubblico, nella realtà dei fatti ha fatto storcere il naso a molti, soprattutto a causa delle scalette un po’ più corte del solito.  Insomma, nonostante l’evento davvero succulento, organizzato molto bene e in cui tutto ha funzionato nel modo giusto, ancora una volta la delusione più grossa è la risposta dei fan, incapaci di riempire il locale con palco piccolo dell’Alcatraz. Di fronte a un simile atteggiamento, possiamo davvero biasimare il fatto che sempre più band saltino l’Italia dai loro tour? Un’amara riflessione finale indegna di un grandioso concerto.

 

SCALETTA TARJA

“Demons In You”

“500 Letters”

“Falling Awake”

“Undertaker”

“Deliverance”

“Calling From The Wild”

“Diva”

“Love To Hate”

“Innocence”

“I Walk Alone”

“Victim Of Ritual”

“Until My Last Breath”