Assago, 29 Novembre 2016.

Fa freddo e l’attesa per quella che probabilmente è la voce di soprano più conosciuta ed amata nella scena metal mondiale, Tarja, è crescente.

La finlandese ha pubblicato nel mese di agosto il suo ultimo lavoro “The Shadow Self“, la settima fatica da quando la strada con i suoi ex compagni di avventure, i Nightwish, si è malamente interrotta. Ma questo show è qualcosa in più di una “semplice” data del tour a supporto dell’ultimo lavoro uscito: proprio ad Assago e proprio in questa serata, il concerto verrà registrato ed uscirà prossimamente come DVD dal titolo “Act 2“.

Con un certo grado di eccitazione facciamo il nostro ingresso e ci accingiamo a prendere i posti assegnatici; a saltare subito all’occhio sono le svariate telecamere pronte a registrare ogni singolo istante dello show: cameramen ai lati, davanti, addirittura una telecamera mobile che fa avanti e indietro fra platea e palco sopra le nostre teste. Ci sentiamo privilegiati a far parte di questa serata ed anche tra i fan l’emozione è palpabile. Perfino il look, forse, è stato condizionato dall’importanza dell’evento, tant’è che tende a predominare, sopratutto tra le gentil donzelle, un abbigliamento elegante in stile gotico.

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Gli ingredienti per un bello spettacolo ci sono tutti. Gli attimi prima del concitato inizio sono caratterizzati dai ragazzi del fan club ufficiale italiano di Tarja che hanno organizzato uno striscione con la scritta “With you we don’t walk alone“, ma sopratutto dei cartoncini neri o bianchi da una parte e colorati dall’altra che verranno poi sventolati in precisi momenti di “I Walk Alone“: sono quindi tutti all’opera per spiegare al pubblico come e quando dovranno agire. Nonostante qualche intoppo (c’era chi non aveva idea di che canzone fosse “I Walk Alone“, del resto è “solo” la più famosa composta da Tarja, o chi considerava troppo faticoso sventolare un cartoncino), la coreografia riuscirà perfettamente e fonti vicine alla finnica ci hanno fatto sapere che è stata una sorpresa a lei molto gradita.

Finalmente l’attesa è finita, sono circa le 21, si spengono le luci e sul palco sale Chiara Tricarico (Temperance) a presentare Tarja ed annunciare che lo show verrà registrato per il DVD.

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Si parte con “No Bitter End“, si prosegue con “500 Letter” ed “Eagle Eye“.  Le prime canzoni servono a scaldare i fans ma è alla quarta, “Demons In You“, che l’atmosfera inizia a farsi davvero calda: tutti si alzano in piedi per cantare e applaudire ed anche i più timidi iniziano a lasciarsi andare. La versione di questa canzone ovviamente non è quella in cui duetta con Alissa White-Gluz (Arch Enemy), bensì quella dell’album in cui è presente solo la voce di Tarja.

Lo show prosegue con “Lucid Dreamer“, “Shameless“, “The Living End” e “Calling From The Wild“. Il tempo per Tarja di cambiarsi d’abito e si riparte con la seconda parte dello show, quello dedicato quasi per intero alle cover. Apre “Supremacy“, cover dei Muse in cui probabilmente lo stesso Bellamy sbiadirebbe al confronto e si prosegue con un medley di canzoni dei primi album (quando era lei la vocalist) dei Nightwish: “Tutankhamen“, “Ever Dream“, “The Riddler“, “Slaying the Dreamer“. Probabilmente molti fans di Tarja mi odieranno per ciò che sto per scrivere, ma personalmente è innegabile che risentire la sua voce in quelle canzoni è un tuffo nel passato non da poco e, nonostante la carriera della finnica sia proseguita a gonfie vele anche dopo il tanto discusso “divorzio”, un po’ di nostalgia per i Nightwish che furono è venuta. Del resto anche gli altri fan sembrano apprezzare e praticamente per tutto il tempo del medley ci ritroviamo in piedi a cantare insieme a lei ogni singola parola. Si prosegue con “Goldfinger“, cover di John Barry, e poi con “Deliverance” a chiudere la seconda parte dello show.

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Il tempo di sistemare un paio di sgabelli e gli strumenti opportuni, e si riparte con dei pezzi suonati in chiave acustica. Nonostante le mille telecamere, l’atmosfera si fa molto intima e Tarja appare con un nuovo abito molto elegante, che le dona particolarmente (a fine articolo il link con tutte le foto). Viene proposta una sorta di medley unplugged di “Until Silence“, “The Reign“, “Mystique Voyage“, “House Of Wax” e “I Walk Alone” dove, se ce ne fosse ancora bisogno, viene esaltata ancora di più la potente ma stupenda voce di Tarja.

Il tempo di ritornare in versione metal e cambiarsi d’abito e si prosegue tutto d’un fiato con “Love To Hate“, “Victim Of Ritual“, “Undertaker” e “Too Many“. La band quindi saluta il pubblico e si allontana dal palco per qualche minuto, salvo poi tornare e chiudere in bellezza con altri tre brani: “Innocence“, “Die Alive” e “Until My Last Breath“.

Sulle note della traccia fantasma successiva a “Too Many“, la band saluta e ringrazia il pubblico, ma prima di andarsene definitivamente, Tarja regala ai fans un vero e proprio bagno di folla dove cerca di esprimere la propria gratitudine per l’enorme affetto che gli hanno riservato.

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Un concerto durato due ore e mezza, a detta degli statistici ufficiali di Tarja il più lungo in assoluto per lei. Due ore e mezza gestite molto bene, alternando pezzi più recenti ad altri meno, pezzi più movimentati ad altri più lenti; insomma, non ci si è mai annoiati e il tempo è letteralmente volato. La prestazione vocale di Tarja è stata eccelsa come sempre, nonostante le voci affidabili ci avessero fatto sapere che era influenzata. Una voce potente, cristallina, ma anche capace di emozionare, cosa non da tutti. A fine concerto, e mai mi era successo, ho notato diversi fan in lacrime per l’emozione della serata.

Qualche nota negativa in verità c’è stata, il teatro non era sold-out, nelle tribune inferiori vi erano diverse poltroncine vuote e forse qualche fan si è lasciato prendere troppo dalla comodità ed era un po’ pigro, ma tutto sommato si può tranquillamente parlare di una serata riuscita alla grande, dove ogni componente ha soddisfatto le attese.

A fine concerto, una decina di coraggiosi e temerari fans (eravamo a 2 gradi sotto lo zero) hanno aspettato per circa 2 ore l’uscita di Tarja dal retro del teatro: non è andata bene e la cantante finlandese non si è fatta vedere, ma considerando la durata dello show, il freddo e l’influenza che l’attanagliava era un esito prevedibile e giustificabile. Ma del resto, non è forse vero che l’attesa di Tarja è essa stessa Tarja? Sarà…

QUA LA FOTOGALLERY COMPLETA A CURA DI FEDERICO CERIONI