Il Female Voices Metal Tour è sbarcato in Italia per due imperdibili date per i fan del genere e noi abbiamo avuto l’occasione di assistere alla data dell’8 ottobre al Circolo Colony di Brescia. Cinque band internazionali e due nostrane, pronte a susseguirsi sul palco per deliziare le orecchie (e non solo) dei fan: un evento imperdibile per i fan della voce femminile nel metal!

Arriviamo al Colony alle 17 e alle 17:30, puntualissimi come da copione, vengono aperte le porte. Poche persone in coda all’ingresso, ma del resto è domenica ed è ancora presto rispetto agli orari canonici dei concerti.

Purtroppo, le interviste con Danny Marino dei The Agonist e Morten ed Emmanuelle dei Sirenia (presto su Metalpit!) non ci permettono di assistere alla prima esibizione di serata, degli Uncovered For Revenge, e alla prima parte della seconda band, The Dark Side Of Venus. Ma di questi ultimi siamo riusciti ad assistere a un paio di pezzi e personalmente ci hanno colpito ed entusiasmato, nonostante qualche intoppo tecnico. Difficile descrivere la loro proposta musicale, un rock/metal alternativo che sa di boccata d’aria fresca in un mondo in cui tante band sembrano la copia di altre. Capitanati dalla bellissima Licia Missori, ne consigliamo vivamente l’ascolto. Indubbiamente la sorpresa più bella della serata!

La terza band che si presenta sul palco sono gli spagnoli Antalgia. Nonostante la grinta della cantante, non sono riusciti ad entusiasmarci. Fanno parte delle band di cui sopra che sembrano un copia-incolla di tante altre. In un genere ormai saturo, bisogna osare. Delusione.

Arriva il turno degli irlandesi Xerosun. Apprezzando il growl femminile, conoscevo già la band e li avevo rispolverati qualche giorno prima dello show. Purtroppo, però, nonostante un’ottima prova della cantante che si è alternata magistralmente tra il growl ed il cantato pulito, non mi hanno preso granché. Forse avevo aspettative troppo alte su di loro, ma probabilmente è mancato anche un po’ di carisma. Sono comunque una band da tenere d’occhio nel genere. Rimandati.

Arriviamo quindi alle tre band principali della serata e partiamo con i canadesi The Agonist. Non faccio mistero che sono fan della band dai loro inizi, ai tempi di Alissa (ora cantante degli Arch Enemy), quando non se li filava nessuno. Ho seguito tutto il loro percorso musicale, nel bene e nel male e, per forza di cose, era la band che attendevo con maggior trepidazione. Ma la performance di Vicky non è stata delle più memorabili: sopratutto sulle parti di cantato pulito è spesso andata in difficoltà dando l’idea di non riuscire ad arrivare alle note più alte (come in “Thank You Pain”). Se già il paragone con Alissa è pesantissimo da reggere, da qualunque punto di vista la si guardi, prestazioni come quella di domenica non depongono a loro favore.

Prima del gran finale, sul palco giungono i Sirenia. C’era un po’ di curiosità da parte nostra nei confronti della nuova cantante Emmanuelle, corista della band norvegese dal 2004, ma per la prima volta in Italia da protagonista assoluta. Beh, devo dire che è andata ben oltre le aspettative. Tutti i pezzi cantati in maniera perfetta, sia i nuovi ma anche quelli meno recenti. Inoltre, ha quasi sempre parlato in italiano, dicendoci più volte che ama l’Italia, gli italiani e che era felice di suonare in Italia. Già nell’intervista pre-concerto ci aveva colpito per umiltà e gentilezza, concedendosi ai nostri microfoni nonostante ci fosse già Morten (chitarrista e fondatore) e nonostante stesse cenando! Speriamo che non se la facciano scappare, perché con lei sembrano essere tornati ai fasti di un tempo!

Si chiude quindi con la band più attesa dal pubblico, i The Birthday Massacre. Nonostante li conosca da un decennio circa, non avevo mai avuto l’occasione di vederli live. È stato uno show nello show! Oltre all’impeccabile parte musicale, la cantante Chibi è una vera e propria intrattenitrice: baci e cuoricini a tutti, indicando i fan uno ad uno, porta sul palco un pupazzo/coniglio con cui gioca per un po’ prima di lanciarlo al pubblico, prende il cellulare di un ragazzo che le chiedeva un saluto e filma tutti i componenti della band che suonano. Sembra che abbia bevuto 300 caffè: non sta ferma un attimo e se non è a contatto coi fan, è sul palco a ballare e saltare! E il tutto mentre canta, in maniera impeccabile. Un’energia pazzesca che mai avevo visto in una band, per un’esperienza emozionante per il pubblico presente.

In conclusione, è stato un bel festival. Organizzato piuttosto bene, nonostante qualche intoppo tecnico qua e là, ad un prezzo accessibile e invitante, considerando i contenuti offerti (7 band per circa 6 ore di show)! Nonostante chi ci è piaciuto di più e chi meno, tutte le band hanno contribuito alla realizzazione di un festival memorabile. La nota negativa della serata, però, è stata proprio il pubblico. Per le prime tre band, i presenti davanti al palco saranno stati non più di una quindicina, davvero troppo troppo pochi per gruppi che offrono un’elevata qualità tecnica e musicale. Poi il pubblico è man mano aumentato, ma senza superare le 200 unità. E per un festival così, è davvero un peccato. Forse il Metal femminile è in fase calante, forse mancava la classica band headliner da urlo che richiama la massa, ma nonostante tutto la scarsa partecipazione della serata lascia un retrogusto amaro. A noi, ma immagino anche agli organizzatori. Poi ci chiediamo perché sempre più band non fanno tappa in Italia…