Il Druso offre sempre l’opportunità di assistere all’esibizioni di artisti di alto livello, questa sera avremo l’onore di vedere Mr. Chris Slade, formidabile batterista noto per la sua militanza con gli AC/DC, nonché per le collaborazioni con artisti del calibro di Jimmy Page, David Gilmour, Gary Moore, Michael Shenker, Uriah Heep, Asia e molti altri. Chris si esibirà con la “THE CHRIS SLADE TIMELINE”, progetto nato nel 2012 per celebrare i suoi 50 anni di carriera, ripercorrendone le tappe fondamentali. Ovviamente abbiamo delle band di apertura, saranno i nostri Hanger Theory e Violet Blend a intrattenere il pubblico in attesa del grande ospite.

I primi a esibirsi sono gli Hanger Theory, gruppo fondato nel 2014 dal batterista Stefano Andriola. Quando entrano in scena non è presente molta gente, ma senza perdersi d’animo si presentano rapidamente e partono sulle note di “Covered By The Grave”. Il repertorio si basa sul loro primo EP “Painting My Breath pubblicato nel 2016. Dai riff e gli assoli dettati da Andrea Cantarutti e Gianluca Lostuzzo si nota la loro intenzione di mescolare il metal classico a quello moderno, con pezzi che presentano ritmi cadenzati, brusche accelerazioni, melodie e sonorità distorte, il tutto amalgamato da Federico Sbaiz al basso e sostenuto dalle solide parti di batteria a cura di Stefano Andriola. Andrea non è solo chitarrista ma anche vocalist, la sua voce è prevalentemente melodica e diviene graffiante a seconda della durezza del sound, inoltre detiene una buona interazione che fa guadagnare punti. Complessivamente hanno una buona tenuta di palco e i pezzi hanno un bel tiro, comunque aggiungere una maggiore dose di rabbia non guasterebbe. Il pubblico risponde positivamente sino alla conclusiva “Black Flag”, i giovani udinesi hanno ben assolto il compito di aprire la serata.

Setlist:
Covered By The Grave
The Choice
Throes Of Soul
Painting My Breath
Black Flag

Ora la parola passa ai Violet Blend, nati nel 2014 a Firenze con all’attivo il debut album “White Mask”. Il primo a prendere posizione è il batterista Michel Agostini, sotto i suoi battiti lo raggiungono Daniele Cristellon alla chitarra, Ferruccio Baroni al basso e infine la cantante pianista Giada Celeste Chelli. Una volta terminata questa breve intro intitolata “Noise”, Giada impugna il microfono e saluta il pubblico ora aumentato, mentre esordiscono con “You, Me And The Alcohol”. Propongono un alternative rock a tinte viola, colore che domina dall’abbigliamento al merchandise alla V luminosa sulla grancassa, i pezzi proposti hanno ritmi freschi e incalzanti grazie alle ritmiche di Daniele e le marcate linee di basso operate da Ferruccio, mentre lo scalpitante Michel dietro alle pelli conferisce una marcia in più. A completare il sound ci pensa la talentuosa e affascinante Giada, che sfodera una notevole grinta ma soprattutto una vocalità potente, estesa e ben calibrata, oltre a destreggiarsi bene al piano. Dato che hanno avuto la grande opportunità di suonare all’I-Days 2017 dove si esibirono per l’ultima volta i Linkin Park, omaggiano il compianto cantante Chester Bennington eseguendo “Numb”, momento commovente ed apprezzato come tutto il resto dell’esibizione, infatti ogni pezzo viene ripagato con calorosi applausi sino alla conclusiva “My Daughter”. Senza dubbio il viola ha trionfato, i nostri hanno riscosso buon successo intrattenendo al meglio i presenti con energia e professionalità, spianando la strada al tanto atteso headliner.

Setlist:
Intro: Noise
You, Me And The Alcohol
Venus Mask
Numb (Linkin Park cover)
Every Time (We Say Goodbye)
Letargo
Mercury
Funeral Of Love
My Daughter

Signore e signori siamo giunti al momento tanto atteso, il Druso si è riempito e durante il cambio palco la tensione cresce nel vedere la batteria con i tamburi marchiati dal celebre “thunder”. I componenti della THE CHRIS SLADE TIMELINE entrano in scena accolti da applausi, e quando compare l’ospite d’onore che ormai non ha più bisogno di presentazioni si sollevano forti urla. Appena prende posizione introduce “Dirty Deeds Done Dirt Cheap” seguita da “Big Gun”, doppietta AC/DC che infiamma subito la platea. Vedere un veterano all’opera è sempre una grande emozione; con il procedere dell’esibizione l’entusiasmo dilaga, ovviamente nel repertorio la maggioranza sono pietre miliari degli AC/DC come “Hells Bells” e “Back In Black”, ma Chris Slade e compagni eseguono altre perle del rock: “Blinded By The Light” di Bruce Springsteen, “July Morning” degli Uriah Heep, “Parisienne Walkways” di Gary Moore, “Free” degli Asia e “Confortably Numb” dei Pink Floyd. I componenti della TIMELINE sono tutti di alto livello, cominciando da James Cornford che esprime talento e tecnica alle sei corde, affiancato da Michael Clark che oltre alla chitarra si destreggia con abilità alla tastiera, Andy Crosby al basso crea le fondamenta del sound, infine Paul “Bun” Davis e Steve Glasscock si rivelano cantanti di grande calibro. Paul canta i pezzi degli AC/DC sfoggiando una vocalità spiazzante e grande carisma, tanto che prende al volo l’invito di alcuni fan scatenati, gettandosi dal palco a loro rischio e pericolo data la sua taglia, mentre Steve si cimenta nelle altre cover con vocalità calda dal timbro delicato. Complessivamente ogni pezzo è fortemente acclamato, passando dalle atmosfere introspettive dei Pink Floyd e degli Asia, al ritmo travolgente degli AC/DC dove i fans ballano e cantano senza sosta. A metà concerto Chris, che tiene le redini dello show sia per bravura che interazione, esegue un potente assolo da standing ovation. In seguito raggiungono l’apoteosi con la tanto attesa “Thunderstruck” seguita da “Let There Be Rock”, dove l’entusiasmo è incontenibile. Dopodiché si ritirano nel back stage ma non preoccupatevi che non è ancora finita! Passano pochi minuti e tornano alla carica con gli ultimi due pezzi, ovvero “Razors Edge” e l’infernale “Highway To Hell” per un finale rovente. Smmersi da urla e applausi i THE CHRIS SLADE TIMELINE salutano e ringraziano di cuore i fans, ritirandosi  a testa alta per la straordinaria performance.

La serata si è rivelata grandiosa oltre le aspettative. Gli Hanger Theory e i Violet Blend grazie alla loro energia e passione si sono dimostrati all’altezza di aprire la serata, immensi complimenti a Mr. Chris Slade, classe 1946 che ancora oggi tiene alto il nome del rock sputando sangue su piatti e pelli, e degni di nota i suoi validissimi compagni d’avventura. Ringraziamo la Good Music e tutto lo staff del Druso per aver organizzato un grande evento, con la speranza di vederne altrettanti in futuro. Alla prossima!

Setlist:
Dirty Deeds Done Dirt Cheap (AC/DC cover)
Big Gun (AC/DC cover)
Blinded By The Light (Bruce Springsteen cover)
High Voltage (AC/DC cover)
July Morning (Uriah Heep cover)
Hells Bells (AC/DC cover)
Parisienne Walkways (Gary Moore cover)
Drum Solo
Back In Black (AC/DC cover)
Free (Asia cover)
You Shook Me All Night Long (AC/DC cover)
Confortably Numb (Pink Floyd cover)
Thunderstruck (AC/DC cover)
Let There Be Rock (AC/DC cover)

Encore:
The Razors Edge (AC/DC cover)
Highway To Hell (AC/DC cover)