Prima data in assoluto a Roma per i Therion, storica band svedese del metal sinfonico, che dopo 31 anni di carriera sono finalmente giunti nella capitale italiana. Dopo grandi successi in vari altri paesi toccati dal tour, la band finalmente approda in quella che forse è stata la tappa maggiormente attesa.

THE DEVIL

Con un pubblico sfortunatamente davvero molto esiguo all’inizio (una decina di persone circa), ad aprire la serata sono i The Devil, un gruppo davvero molto particolare che sa come attirare l’attenzione; il sestetto proveniente dal Regno Unito si presenta sul palco indossando delle vere e proprie divise integrali in cui anche il capo è coperto, uguali in ogni dettaglio dalla testa ai piedi. Un look total black che tocca anche gli strumenti musicali di ognuno di loro, tutti neri anch’essi, l’unico segno distintivo è costituito dalle maschere veneziane che, pur avendo tutte la stessa forma ed espressione, si diversificano nei colori. L’inquietudine suscitata dalla presenza scenica dei musicisti si rispecchia grandemente anche nella loro musica, un Atmospheric Gothic Metal solo strumentale molto d’impatto; durante l’esibizione i membri della band mantengono il distacco totale con il pubblico, perpetuato dall’inizio alla fine, oltre a non muovere quasi alcun passo sul palco (solamente uno o due scambi di postazione fra i due chitarristi); basta la peculiarità della loro musica, non particolarmente tecnica e del tutto priva di virtuosismi ma davvero fortemente atmosferica, cupa e sinistra e a tratti quasi ansiogena, a tenere l’attenzione dei presenti fissa su di loro. L’assenza della voce e di volti le cui espressioni possano essere decifrate contribuisce a rendere il tutto ancora più tetro; al termine dell’esibizione, il gruppo lascia gli strumenti ed esce dal palco senza alcun cenno di saluto o parola, esattamente com’è entrato, come se l’esibizione stessa non fosse mai avvenuta.

NULL POSITIV

Totalmente in contrasto con il gruppo precedente, fanno successivamente il loro ingresso sul palco i tedeschi Null Positiv, dotati di una carica energetica notevole, soprattutto la cantante Elli che in scena sembra davvero impossibile da contenere. Il loro metal dal sound duro unito alla profonda voce in growl e scream della cantante riesce a scaldare molto bene l’animo degli spettatori, ancora in numero decisamente basso, rendendoli non solo partecipativi, ma entusiasti dello show a cui stanno assistendo. Elli si rapporta molto bene con il pubblico e il sound quasi violento, molto “forte” e moderno delle loro canzoni sembra accattivare i presenti, incuriosendoli tanto da voler assolutamente conoscere meglio il gruppo dopo il live.

IMPERIAL AGE

È ora il momento degli Imperial Age, band russa non per la prima volta di spalla ai Therion, che sembra essere ospite sempre ben gradita nei tour del gruppo svedese; a questo punto della serata il pubblico comincia ad infoltirsi, sulle prime note del loro Symphonic Metal dai temi pagani gli spettatori iniziano a mostrare un vero consenso acclamando il gruppo e dando i primi segni di fomento. La presenza scenica della band è impeccabile, gli outfit curati nei minimi dettagli si sposano perfettamente con il genere musicale ed i temi trattati, ricordando armature e indumenti in pelle rinforzata di personaggi di film e libri appartenenti al genere fantasy. Ai numerosi cori delle tre voci caratteristici della band si unisce anche il pubblico che ben si fa sentire pur non raggiungendo numeri stratosferici; su pezzi come The Legacy of Atlantis o Anthem of Valour la partecipazione è totale, soprattutto su quest’ultimo che risulta essere il brano più amato ed atteso nella scaletta presentata. Nel complesso la performance del gruppo è decisamente ben pensata e ben riuscita, dalla cura dei dettagli al modo in cui sanno intrattenere e coinvolgere il pubblico trascinandolo nell’atmosfera fantastica dei loro pezzi.

THERION

Dopo un cambio di palco di un buon quarto d’ora, gli headliner fanno il loro ingresso con il solo preavviso delle luci che improvvisamente si abbassano, immediatamente accolti dal pubblico che ora è finalmente al completo, pronto a dare un caloroso benvenuto ai Therion che aprono il loro primo concerto nella città eterna con un brano tratto dal loro lavoro appena uscito intitolato Theme of Antichrist, tratto dal terzo atto. I pezzi nuovi inseriti nella scaletta sono due, il secondo è Temple of New Jerusalem tratto invece dal secondo atto ed insieme accompagnano brani storici e assolutamente immancabili durante un concerto della band svedese, come ad esempio Lemuria, egregiamente interpretata da Chiara Malvestiti con la sua voce adamantina ed eterea, e The Rise of Sodom and Gomorrah, sulla quale il pubblico si scatena e si unisce in una performance corale sul ritornello, in cui le voci sembrano davvero levarsi in cielo. Vari siparietti anche divertenti si susseguono nel corso del live, fra i componenti del gruppo che si rivolgono smorfie fra loro o si prendono in giro per gioco, mantenendo però l’interazione con gli spettatori costante per tutto lo show. Svariati plettri vengono lanciati dopo più canzoni da Christofer Johnsson e numerosi fan (anche provenienti dall’estero, come ad esempio un ragazzo venuto dal Messico per assistere al concerto) si lanciano in una ricerca quasi disperata per riuscire ad accaparrarsi il cimelio. Il brano forse più rappresentativo del gruppo, To Mega Therion, è scelto come chiusura di un live decisamente di altissimo livello, in cui i musicisti hanno davvero dato il 100% sebbene il locale non fosse pieno come ci si sarebbe aspettati. Introdotta da Christofer che incita il pubblico a farsi sentire sempre di più urlandone il titolo con tutto il fiato che ognuno dei presenti possiede in corpo, questa canzone rappresenta senza dubbio l’acme dell’intero live, un’esperienza che sicuramente resterà indimenticabile per chiunque abbia partecipato.