In un insolitamente caldo venerdì di metà ottobre ha luogo la prima delle tre date italiane dello European Chaos Tour, che vede protagonisti Vader ed Entombed A.D. affiancati dagli italiani Resumed e dai francesi Mortuary. Per l’occasione, i Vader hanno deciso di proporre una scaletta incentrata sui primi tre album, ovvero “De Profundis”, “The Ultimate Incantation” e “Black to the Blind”. I polacchi rispettano solo in parte le premesse, poiché la setlist andrà a pescare da tutta la discografia della band, ma ne parleremo a tempo debito. La serata comunque scorre liscia senza intoppi e si registra sul lungo termine una buona affluenza, forse anche grazie al fatto che è venerdì sera.

Sono i francesi Mortuary ad aprire la serata. Il pubblico, complice anche l’orario (le 20 in punto), è misero, nel locale non ci sono più di quindici persone. Il quintetto però non si perde d’animo e dà il via a un’esibizione intensa e sentita, grazie anche a suoni fin da subito ottimali e che garantiscono la massima resa sonora al gruppo. La band propone un death metal estremo che rimanda a band come Cattle Decapitation e Suffocation e che riesce a coinvolgere i pochi presenti. I Mortuary tengono bene il palco e non si perdono in troppi dialoghi con il pubblico, visto anche lo scarso minutaggio. Alla fine del concerto il gruppo francese riesce a ottenere degli applausi sinceri dai presenti che nel frattempo si sono fatti più numerosi.

MORTUARY

Dopo un rapido cambio palco tocca alla seconda band del cartellone, gli italiani Resumed. Il gruppo propone un technical death metal dalle forti tinte prog che lascia il sottoscritto parecchio perplesso: guardando le band in programma per la serata non mi sarei mai aspettato un gruppo di questo genere. Il pubblico, comunque, si è fatto più numeroso e segue il concerto del gruppo nostrano con attenzione. I Resumed suonano con estrema precisione, ma risultano parecchio freddi e privi di presenza scenica, soprattutto se paragonati ai Mortuary. La cosa va a colpire l’intera esibizione che diventa un monologo di tecnicismi e si dimostra abbastanza fuori luogo visto il tipo di serata.

RESUMED

Con il concerto degli Entombed A.D. si inizia a fare sul serio, il pubblico infatti è sempre più numeroso e curioso di vedere in azione la creatura di L.G. Petrov. Inutile parlare, infatti, dell’apporto che hanno dato gli Entombed al death metal europeo e quindi vederli dal vivo, anche se con un monicker leggermente diverso, è  comunque un’ottima occasione per fare un ripasso di storia. Dopo una breve intro, gli svedesi salgono sul palco e danno fuoco alle polveri con “Midas in Reverse“, brano estratto dall’ultima fatica in studio “Dead Dawn”. I suoni sono ottimi e la band è in grande spolvero, ma tutta l’attenzione è focalizzata su Petrov che, tra un sorriso e una parola in italiano, offre una buona prestazione vocale. La scaletta alterna pezzi degli Entombed A.D. come “Second to None” e la nuova “Fit for a King“, a pezzi della band originale che fanno la gioia dei presenti. Per tutta l’esibizione si percepisce un clima festaiolo e rilassato, con i musicisti che regalano sorrisi e danno l’impressione di essere veramente tranquilli. Tra una battuta e l’altra, il tempo a disposizione degli Entombed A.D. però scorre velocemente e si arriva alla conclusione del concerto con “Wolverine Blues“, “Left Hand Path“, che scatena il primo timido pogo della serata, e “Supposed to Rot“. Petrov e soci escono tra gli applausi sulle note di “Volare” e strappano qualche sorriso.

Setlist:

Midas in Reverse
Stranger Aeons
Second to None
Eyemaster
Dead Dawn
Living Dead
Out of Hand
Fit for a King
Revel in Flesh
Wolverine Blues
Left Hand Path
Supposed to Rot

ENTOMBED A.D.

Tocca ai polacchi Vader chiudere la serata con un concerto incentrato sui primi tre capitoli della loro discografia, almeno sulla carta. Come già anticipato, la band dedica solo una parte della setlist ai primi dischi e, a conti fatti, propone un concerto che spazia anche sui lavori più recenti. I presenti però non danno troppo peso alla cosa e si godono il concerto dei deathster polacchi. Il concerto dei Vader è letteralmente l’opposto di quello degli Entombed A.D., con l’atmosfera festaiola che scompare totalmente dopo l’attacco di “Dark Age“, che dà il via al concerto. La band tiene con esperienza il palco e si dimostra in palla fin da subito. Il contatto con il pubblico è abbastanza frequente, ma allo stesso tempo minimale; Piotr si limita a frasi di circostanza e a introdurre i pezzi. L’esibizione dei quattro veterani gode di ottimi suoni che però, nelle parti più caotiche, risultano impastati, ma niente di troppo grave.

I Vader eseguono senza sosta pezzi storici come “Sothis“, accolta con gioia dai presenti, e “Black to the Blind“, per poi virare in chiusura sulle più recenti “Triumph of Death” e “Prayer to the God of War“. La band abbandona il palco per tornarci poco dopo per il gran finale affidato alla classica “Helleluyah (God Is Dead)“, che mette la parola fine a un’esibizione di alto livello, senza sbavature e studiata nei minimi dettagli, dalla scaletta all’interazione con il pubblico, con quest’ultima che ha reso forse il concerto meno spontaneo di quello degli Entombed A.D.

Setlist:

Dark Age
Vicious Circle
Sothis
Silent Empire
Black to the Blind
Testimony
Kingdom
Fractal Light
Carnal
Wings
Epitaph
Never Say My Name
The Red Passage
Prayer to the God of War
Triumph of Death
Cold Demons
Helleluyah (God Is Dead)

VADER