Il 2017 è stato un anno ricco e soddisfacente di concerti per quanto riguarda il sottoscritto, e non è certo una novità che ci siano diverse occasioni in cui le band veterane propongano dal vivo l’intera esecuzione di album che hanno fatto di loro la storia. Lo abbiamo visto con i Moonspell, con i Rhapsody Reunion, con gli Stratovarius e ora è il turno di Blackie Lawless e dei suoi W.A.S.P. che hanno proposto un tour celebrativo dei 25 anni del concept album “The Crimson Idol”, che ha come protagonista la drammatica storia di Jonathan Aaron Steel, ragazzo che conduce una vita difficile a causa del disprezzo da parte dei suoi genitori e della morte del fratello, che si lascia attrarre dal successo per poi rimanerne prigioniero e perdere tutto, fino a compiere il suicidio. Blackie è molto legato a quest’album e la figura di Jonathan rispecchia in parte la sua personalità. Ad ospitare il quartetto storico di Los Angeles (anche se abbiamo qualche cambio rispetto alla formazione storica) è l’accogliente Live Club di Trezzo Sull’Adda, accompagnati dai RAIN.

I grintosissimi RAIN di Bologna danno luogo ad uno show abbastanza convincente, soprattutto grazie alla prestazione eccezionale del loro singer, Maurizio Malaguti. Un ottimo modo per riscaldare l’atmosfera della serata, ricca in gran parte di un pubblico di veterani, ma anche di ragazzi più giovani. Avvertendo che dalla platea i suoni e i volumi erano fin troppo alti, ho preferito godermi meglio lo spettacolo dal piano superiore.

Dalle 22 mi trovo nuovamente vicino alla transenna e il palco inizia a tingersi di luci rosse, insieme a tre grandi schermi che proiettano il filmato della storia di “The Crimson Idol” come parte fondamentale della scenografia e subito il boato del pubblico accoglie Blackie Lawless, il bassista Mike Duda, il chitarrista Doug Blair e il batterista brasiliano Aquiles Priester (ex Angra). Della formazione dell’album abbiamo soltanto Blackie anche se, in realtà, gli W.A.S.P. sono appunto la sua creatura.

The Crimson Idol” viene eseguito per intero, dalla prima traccia fino all’ultima suscitando attiva partecipazione da parte dei molti spettatori, impegnati a seguire sia i virtuosismi chitarristici di Blair e la potente voce di Blackie, (rari i momenti in cui ha perso colpi), sia la storia proiettata nello schermo e gli effetti speciali di luci e colori in cui era facile perdersi tra i vari dettagli. Un’ora di intense emozioni con”The Titanic Overtures“, la splendida “Chainsaw Charlie (Murders In The New Morgue)” , “The Gypsy Meets The Boy“, “Dr. Rocket” , “The Idol“, la triste “Hold On To My Heart”  e la finale e drammatica “The Great Misconceptions of Me“.

Non finisce però qui: gli W.A.S.P. dopo qualche minuto passato dietro le quinte tornano nuovamente sul palco con qualche altro pezzo tratto dai dischi storici come “L.O.V.E. Machine“, la spettacolare “Wild Child” con il video del brano degli anni ’80  trasmesso sul triplice schermo, la più recente “Golgotha” dell’album omonimo e il gran finale con “I Wanna Be Somebody“.

Anche questa volta, quindi, una serata che ha regalato parecchie emozioni, con musica d’altri tempi che ha ancora la capacità di unire il pubblico.