T.C.B.T.” entra prepotentemente nella categoria “amore a primo ascolto”: i Black Tusk si sono superati mettendo in questo album quel di più che fa la differenza fra un bel disco e un autentico capolavoro.

L’eterogeneità e l’affiorare di diverse influenze rendono “T.C.B.T.” un disco veramente particolare e d’impatto, che ha la caratteristica di crescere ed aprirsi con il passare degli ascolti; andando dal proporre un disco potentissimo al proporre un disco sempre potentissimo ma che lascia emergere delle soluzioni e degli arrangiamenti geniali, con dettagli e finiture di elevato livello, in totale contrasto con la crudeltà proposta dalla band.

Il nuovo nato di casa Black Tusk inizia con un parlato intenso e intrigante, sfociando in una aggressione totale, figlia di violenza cieca e gomitate nel mosh pit e da “Closed Eyes” prosegue miscelando ed alternando sonorità crust, grind ‘n’ roll, sludge, hardcore e virando saltuariamente su sonorità psichedeliche-etniche (bellissimo il sitar che fa capolino qui e là), stoner e anche surf rock. Come sulla bellissima e inusuale “Scalped“, che di tutto l’album è sicuramente quella che spicca in quanto originalità e azzardo compositivo; che con i suoi organi vivissimi e suoni aperti e ariosi trascina l’ascoltatore nel mood generale del disco, sicuramente un azzardo ma con una grandissima resa.

Un lato sorprendente di questo “T.C.B.T.” è la longevità: l’incastro e la dinamica di composizione, esecuzione e produzione rendono quasi intossicante il disco, che vola senza mai annoiare o stufare, complici anche i picchi di sperimentazione sopra citati.

Un enorme plauso va alla produzione, che gioca un ruolo fondamentale nell’esperienza generale, con suoni adatti al genere, enormi, marci e violenti (come si può sentire vividamente nell’intro di brani come “Ill At Ease“) ma sempre perfettamente bilanciati e ponderati, capaci di lasciare il dovuto spazio ad ogni sfaccettatura e dettaglio della composizione, nonostante i suoni non propriamente ortodossi e altamente peculiari.

Tirando le somme, sento di poter definire “T.C.B.T.” il miglior disco che la formazione americana abbia mai prodotto: un disco completo e interessante sotto qualsiasi aspetto lo si guardi, degno della mia personale top ten del 2018.



Tracklist:
1. A Perfect View of Absolutely Nothing
2. Closed Eye
3. Agali
4. Lab Rat
5. Scalped
6. Ghosts Roam
7. Ill at Ease
8. Rest with the Dead
9. Never Ending Daymare
10. Orange Red Dead
11. Whispers
12. Burn the Stars

BLACK TUSK - T.C.B.T.
Genre: Sludge Metal
Label: Season Of Mist
8.9Overall Score
Reader Rating 1 Vote
8.9