Der Roter Reiter” è il decimo album in studio dei tedeschi Die Apokalyptischen Reiter, band di Weimar che propone un misto tra heavy metal, folk e death metal; generi che vengono sapientemente mischiati in questo disco per dare vita a un album divertente, ma che manca lievemente di personalità. Il disco, infatti, è senza dubbio godibile, ma soprattutto a causa dei troppi pezzi (tredici, in questo caso sono troppi) tende a perdersi in se stesso in più di un’occasione. Il disco si apre con “Wir Sind Züruck“,  pezzo ritmato e veloce dalle tinte quasi thrash che imposta il tutto nella giusta direzione. Molto divertente è anche “Auf Und Nieder“, grazie alla sua spensieratezza che rimanda alle influenze folk della band almeno dal punto di vista atmosferico. Il primo passo falso del disco, però, arriva già con i primi brani e porta il nome di “Hört Mich An” e il motivo è molto semplice, come detto su: la canzone in questione manca di personalità. Per questo pezzo dalle forti tinte industrial, infatti, la band tedesca decide di scimmiottare i connazionali Rammstein, tanto che Fuchs alla voce ricorda tantissimo Till Lindemann. Questo può essere visto come un omaggio, ma distrugge la personalità del brano il quale nel complesso non è malaccio, ma ha appunto questo problema. Dopo un paio di brani senza infamia e senza lode è il turno di “Freiheit Ist Eine Pflicht“, pezzo abbastanza pestato e che è senza dubbio tra i più riusciti del disco grazie a un ritornello particolarmente azzeccato. Il disco si avvia verso la chiusura con la rammsteinianaIch Nehm Dir Deine Welt” dove vale lo stesso discorso fatto per “Hört Mich An“, anche se stavolta la band ci mette più del suo. La traccia finale, “Ich Werde Bleiben“, è invece una semi-ballad molto discutibile a causa del senso di monotonia che la avvolge.

Tirando le somme, possiamo dire che questo “Der Roter Reiter” è un disco molto strano. La band per questo decimo capitolo amalgama molti generi, come si è potuto capire, ma non sempre lo fa bene e questo porta a tutta una serie di pezzi che non fanno niente per farsi ricordare proprio perché sono un polpettone sonoro. Molti brani dell’album in questione, infatti, si ricordano solo dopo essere giunti al ritornello e non per un problema linguistico (chi scrive conosce il tedesco), ma proprio perché l’impressione è che i Nostri abbiano voluto dimostrare di saper fare tutto e ciò porta a un risultato molto confuso. Il disco si fa ascoltare con piacere e diverte, ma una volta arrivati alla fine difficilmente ci si ricorderà di un brano particolare. I Die Apokalyptischen Reiter dunque hanno fatto un mezzo passo falso con questo nuovo album, complice anche la lunghezza eccessiva perché con qualche filler in meno (tipo la black/metalcore “The Great Experience Of Ecstasy“, o “Herz In Flammen“, o la finale “Ich Werde Bleiben“) probabilmente avremmo avuto qualcosa di più interessante tra le mani. “Der Roter Reiter” è la dimostrazione che è inutile mischiare assieme troppi generi senza un criterio poiché il risultato sarà probabilmente caotico e difficilmente resterà in testa a qualcuno.

Tracklist:

1. Wir Sind Zurück
2. Der Rote Reiter
3. Auf Und Nieder
4. Folgt Uns
5. Hört Mich An
6. The Great Experience Of Ecstasy
7. Franz Weiss
8. Die Freiheit Ist Eine Pflicht
9. Herz In Flammen
10. Brüder Auf Leben Und Tod
11. Ich Bin Weg
12. Ich Nehm Dir Deine Welt
13. Ich Werd Bleiben

DIE APOKALYPTISCHEN REITER - Der Roter Reiter
Genre: Heavy Metal / Folk Metal
Label: Nuclear Blast Records
6.2Un polpettone sonoro