“Devoid of Illusions” ci ha fatto conoscere i lombardi (EchO), nel 2011, presentandoci una formazione al tempo ancora incapace di mostrare una buona maturità, ma con ampi margini di miglioramento. “Head First into Shadows”, datato 2016, ha confermato il loro potenziale, facendo compiere un passo in avanti al gruppo e racchiudendo nelle sue tracce le basi da cui partire per compiere il definitivo salto di qualità. “Below the Cover of Clouds”, disco di cui parleremo oggi, ha il compito di seguire l’andamento dei predecessori, e perché no, di compiere il miglioramento definitivo che potrebbe lanciare il quintetto all’interno del panorama metal italiano, europeo e non solo.

I due lavori che hanno preceduto l’ultima fatica si potevano definire come un connubio tra il death metal più melodico e il doom. Questo nuovo album si allontana leggermente da quei lidi, preferendo una proposta più dinamica e ragionata, che non stravolge le carte in tavola, ma mette in mostra una leggera evoluzione del proprio sound.
L’opener “(Y)our Warmth” si presenta con delle note nostalgiche, per poi crescere d’intensità e trasportare con le sue melodie, capaci di legarsi al meglio anche coi particolari più diretti della proposta. Un fattore che è costante nelle composizioni firmate (EchO) è la presenza di voce sia in growl che in pulito, entrambe opera di Fabio Urietti; rafforzando così la coesistenza tra la parte melodica e quella più aggressiva.
Dopo la successione di “Glimpses and Fear” e “Culmine 2:18”, pezzi più orientati verso la tranquillità, la seguente “Blind Snow” si presenta immediatamente in maniera più irruenta, e nonostante i settori in pulito, contiene alcune delle parti più aggressive e dirette dell’intero lavoro.
Nella seconda metà del disco l’andazzo cambia ben poco. Eccezion fatta per “My Burden”, che si concentra totalmente su un’atmosfera malinconica, le conclusive “The Ferryman” e “Awakening” non offrono nulla di nuovo, riuscendo comunque a farsi apprezzare. Difatti, per quanto ogni canzone abbia le proprie fondamenta radicate nel già citato dualismo tra momenti di calma e altri più aggressivi, ognuna di esse riesce ad aggiungere qualcosa, non sfigurando rispetto alle altre.

Ciò che convince maggiormente di questa produzione è la crescita rispetto al precedente “Head First into Shadows”, il quale aveva già toccato livelli di tutto rispetto. La strada seguita non cambia drasticamente, però si sente l’effetto dell’esperienza, che dona un sound più maturo e consapevole. Seguendo l’ondata dei loro progressivi passi in avanti, “Below the Cover of Clouds” ha tutte le carte in regola per affermare i lombardi come una delle realtà più in forma del genere. Questo è un lavoro che verrà apprezzato non solo dagli amanti del doom/death, ma anche da chi predilige proposte più incentrate sulla melodia.



Tracklist:
1. (Y)our Warmth
2. Glimpses and Fear
3. Culmine 2:18
4. Blind Snow
5. My Burden
6. The Ferryman
7. Awakening

(ECHO) - Below the Cover of Clouds
Genre: Doom Metal
Label: BadMoodMan Records / Solitude Productions
8Overall Score
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8.0