Negli ultimi anni i Five Finger Death Punch non sono decisamente rimasti con le mani in mano, tra il 2019 e il 2020 la band di Las Vegas ha pubblicato due best of e un nuovo album (qui la recensione). Quella che andremo a recensire oggi è la seconda delle due raccolte intitolata “A Decade Of Destruction Vol. 2“.
Se il primo volume uscito lo scorso anno, intitolato appunto “A Decade Of Destruction Vol.1“, raccoglieva i classici pezzi presenti nelle setlist della band americana, questo secondo volume invece va a riesumare brani più lenti e include una serie di remix e rivisitazioni (quattro pezzi su diciassette) delle quali si faceva volentieri a meno. Sarebbe stato più interessante se i Five Finger Death Punch avessero invece dato spazio a dei pezzi dell’ultimo “F8” o a qualche gemma nascosta come “Ain’t My Last Dance” o “100 Ways To Hate“. Questa raccolta alterna canzoni più famose come “Never Enough“, “The Pride” e “Sham Pain” a pezzi che la band americana aveva trascurato nell’ultimo periodo come “Cradle To The Grave” e “Hell To Pay“. Il best of è prettamente rivolto ai collezionisti e a coloro che magari vogliono conoscere meglio il gruppo capitanato da Zoltan Bathory e Ivan Moody, magari acquistando entrambi i volumi che lo compongono. Degno di nota è senza dubbio l’inedito “Broken World“, primo pezzo registrato assieme al nuovo chitarrista Andy James che è andato a rimpiazzare Jason Hook. La canzone in questione è sulla scia dell’ultimo “F8” e ha un taglio molto aggressivo che fa ben sperare per il ritorno a sonorità più dure da parte dei Five Finger Death Punch.

“A Decade Of Destruction Vol. 2” è una raccolta che, come la prima parte, è stata fatta probabilmente per motivi contrattuali e per ovviare all’impossibilità di andare in tour e promuovere il nuovo disco uscito a febbraio di questo infelice 2020. Il disco serve a tenere caldo il nome del gruppo di Las Vegas e onestamente la sua pubblicazione, almeno per chi scrive, è stata abbastanza inaspettata. Il disco merita comunque la sufficienza in quanto i pezzi al suo interno sono oggettivamente di alto livello e l’inedito è veramente ottimo, ma è difficile andare oltre in quanto non sembra la band ci abbia messo troppo impegno, tanto che si sentono le differenze a livello di suono tra le canzoni. Una cosa che infatti balza subito all’orecchio è la differenza di produzione tra i pezzi pre “American Capitalist” e quelli successivi; onestamente passare da “Hell To Pay” con la sua produzione pompata a “Never Enough”, che invece ne ha una più grezza e diretta, fa un certo effetto.
Se siete collezionisti o tra le persone che non conoscono i Five Finger Death Punch e volete dargli una possibilità, l’acquisto di “A Decade Of Destruction Vol. 2” (assieme al primo volume) è senza dubbio consigliato, altrimenti conviene aspettare la prossima raccolta di inediti.



Tracklist:
1. Blue On Black
2. The Tragic Truth
3. Broken World
4. I Refuse
5. The Pride
6. Hard To See
7. When The Seasons Change
8. Cradle To The Grave
9. Sham Pain
10. M.I.N.E. (End This Way)
11. Hell To Pay
12. Never Enough
13. Walk Away
14. Wrong Side Of Heaven (New Acoustic Version)
15. Trouble (Felmax Remix)
16. Wash It All Away (Joe Hahn Remix)
17. Bad Company (The Five Finger Dim Mak Steve Aoki Remix)

FIVE FINGER DEATH PUNCH - A Decade Of Destruction Vol.2
Genre: Groove Metal/Alternative Metal
Label: Better Noise Music
6.2Una raccolta per collezionisti e neofiti della band
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6.2