I Suma sono ormai da anni uno dei nomi più interessanti del sottobosco Sludge/Doom mondiale e con questo nuovo album giungono al quarto capitolo di una carriera iniziata nel lontano 2001, che ha visto la band svedese esplorare i meandri oscuri ed infimi del Doom alla ricerca di un sound personale ed evoluto che li allontanasse dai classici clichè del genere e dai numi tutelari Neurosis.
The Order Of Things rappresenta ad oggi forse la summa di questo percorso grazie alle sue svariate sfumature che arricchiscono le architravi Sludge su cui poggia la musica proposta dai Nostri. All’interno di questa nuova creatura troverete infatti numerosi passaggi post/rock, allucinazioni figlie dello space rock ed opprimenti momenti Drone che rendono la proposta dei Suma opprimente, varia e maestosa.

Le velleità del gruppo vengono subito chiarite dalla splendida copertina dai toni grigio-scuri su cui capeggiano vari simboli spirituali che circondano la Terra e che identificano la ricerca spirituale e spaziale che gli svedesi imprimono ai propri testi e musiche. L’album è costituito da sette capitoli che si snodano sinuosi attraverso un’ora di musica che coinvolge e rapisce l’ascoltatore anche grazie ad una produzione possente e cristallina, dove sopra gli arrangiamenti ficcanti troviamo una voce possente e graffiante.
Ciascun brano è collegato al precedente in un lungo ed opprimente vortice di accordi oscuri e chitarre fangose, come nella devastante e tribale Bait For Maggots o nella maestosa RPA.
La seconda parte del disco è però quella che riserva maggiore interesse e sorprese, in quanto il gruppo inserisce elementi vicini al Drone aumentando il senso di disagio e follia, partendo dalle parti elettroniche dell’intro Being and/Or Nothingness.
La successiva Education For Death è un concentrato di oscurità e disagio sorretto da droni, echi e riverberi che appesantiscono ulteriormente le chitarre fangose e maestose, come nella finale The Great Dying in cui ad emergere e il lato space rock e post/rock, in un brano sempre possente ma intimo e sofferto.
The Order Of Things è la quintessenza dello Sludge moderno, opprimente ma al contempo ricercato e personale, dove non si ricerca soltanto il muro sonoro ma anche la melodia sofferta e dilatata.

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