I T.O.M.B sono un trio americano dedito ad un Noise/Drone/Dark Ambient dalle influenze Black Metal che nei suoi diciotto anni di carriera (iniziata nel 1998) ha saputo crearsi un ottimo seguito ed un’ottima fama nella scena estrema, grazie a ben tredici uscite suddivise in album ufficiali, EP e split.
I gruppi che da sempre sono il riferimento per la band sono gli immancabili Sunn O))) e gli schizoidi Abruptum, influenze importanti ma pur sempre marginali nella proposta molto originale e personale del gruppo.
La passione per l’occulto ed il mondo esoterico è però la base da cui parte la ricerca sonora dei nostri, come nel loro progetto di occult blues rock Dreadlords, dalla quale il gruppo cerca di ricreare una musica personale che esprima le sofferenze dell’essere umano e le oscure atmosfere demoniache dipinte dalle loro litanie attraverso strumenti non convenzionali (ossa umane ed animali, apparecchiature audio EVP e bare), rumori industriali (in cui ritroviamo la mano di Grant Richardson dei Gnawed), stancanti e angoscianti droni chitarristici (con ospite John Litchko di Goreaphobia/Necrotion), percussioni rituali ed infernali (ad opera di Hellhammer) e una produzione equilibrata e potente a cura di Alan Douches.
Non da meno è la scelta dell’artwork ad opera di Erik Danielsson dei WATAIN, un’oscura cripta adibita a rituale satanico, curata ed evocativa.
Cercare di descrivere i singoli brani è opera ardua, in quanto nei tredici più bonus di Fury Nocturnus non abbiamo dei veri punti di riferimento, ma un lungo flusso di angoscia e zolfo che merita un ascolto attento e continuo per poter comprendere ed immergersi nella totale oscurità demoniaca che il gruppo ricrea.
La sensazione di angoscia che ci pervade lungo l’ascolto del disco è qualcosa di unico ed impressionante, ogni singolo effetto e rumore è perfettamente incastrato ed arrangiato per ricreare quella che potrebbe essere l’ideale sottofondo dei gironi infernali.
Questo ritorno per i T.O.M.B. è quindi qualcosa di unico e personale, che impressiona per la qualità della proposta nonostante la difficoltà dell’ascolto e che pone Fury Nocturnus come uno degli apici compositivi del 2016.
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