Ecco un bel lavoro dalla lontana Svezia, Gothenburg per la precisione.
La band è quella dei The Order Of Israfel, band doom formatasi nel 2012, durante un tour dei Pentagram nel quale, la band di Patrik Andersson Winberg, i DoomDogs, incontra il tecnico delle chitarre dei suddetti Pentagram, un certo Tom Sutton, il quale diventerà cantante della band dopo svariate audizioni.

Quello che mi appresto ad ascoltare è il loro secondo lavoro, che uscirà per Napalm Records il 27 maggio prossimo.
Album molto variegato in quanto a sonorità, voce pulita, canzoni con piccoli tocchi di folk ed anche un po’ di progressive, il che non guasta affatto, insomma, decisamente molto interessante sotto svariati aspetti.

Staff In The Sand, pezzo iniziale, è uno dei pezzi che mi ha colpita di più, particolarmente il suo inizio che, parte come una danza folcloristica per poi entrare subito nel doom più classico, la voce di Sutton è graffiante, accattivante, una voce certamente difficile da dimenticare. Altro pezzo interessante è A Shadow In The Hills, pezzo decisamente dai ritmi più veloci ma che non perde la sua impronta doom.

L’album termina con la lunghissima The Thirst, pezzo della durata di oltre 15 minuti e posso confermare che, questi 15 minumti sono di doom puro e semplice, quello ispirato dalle band più classiche come i britannici Cathedral o gli svedesi Witchcraft.

In linea generale, album veramente intrigante nella sua totalità, non è sicuramente il doom più classico ma piacevole da ascoltare e soprattutto, a mio parere, di molteplici interpretazioni da parte dell’ascoltatore.
La tecnica dei musicisti è eccelsa, la parte vocale è affascinante e mi sento quindi di consigliare appieno Red Robes, questa band ha dato sicuramente un tocco personale che farà parlare sicuramente molto di sé.

LINE UP:
Tom Sutton: voce, chitarra
Staffan Björck: chitarra
Patrik Andersson Winberg: basso
Hans Lilja: batteria

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