The Empire” è il nuovo album dei polacchi Vader, storica band  dedita a un death metal vecchia scuola e che negli anni è sempre rimasta fedele al genere diventando un vero e proprio nome di culto nella scena. I nostri avevano già fatto uscire “Iron Times” (recensione qui) in agosto, un EP che aveva lo scopo di preparare l’ascoltatore all’album intero e che non ha entusiasmato troppo. L’attesa per la nuova fatica dei polacchi dunque era molto alta. L’artwork del disco è stato affidato a Joe Petagno (Sodom, Vader, Motörhead) ed è ben fatto e in linea con la proposta musicale. Musicalmente parlando, “The Empire” non dimostra grossi stravolgimenti in casa Vader, la band infatti propone una manciata di brani thrash/death senza fronzoli che trasudano cattiveria e che dal vivo sicuramente riusciranno a fare una buona figura. Le canzoni del disco sono tutte molto brevi e spesso sotto i tre minuti, tanto che il disco ne dura poco più di trenta. “The Empire” è un disco divertente per gli amanti del genere, tuttavia non lo si può definire un lavoro totalmente riuscito: se è vero che i pezzi scorrono bene o male tutti senza intoppi e che alcuni sono veramente ben riusciti, come “Angels Of Steel” e “Prayer To The God Of War“, la maggior parte dei brani non riesce a farsi ricordare e resta abbastanza anonima. Ascoltando l’album si ha dunque l’impressione che vi sia molto mestiere dentro e questa cosa purtroppo non basta per rendere un disco ottimo. “The Empire” non è certamente un album da buttare, ma sicuramente non è la migliore prova dei Vader. Definirlo un totale passo falso è esagerato perché appunto alcuni pezzi interessanti ci sono e, per quanto poco questi possano rappresentare, scorre senza intoppi e senza cali di qualità, tuttavia è abbastanza piatto come lavoro. Bisogna comunque dire che considerando la storia della band e la dedizione che ha sempre dimostrato al genere, un lavoro senza infamia e senza lode come “The Empire” è perdonabile e non deve far preoccupare i fan della band polacca che ascoltandolo probabilmente riusciranno comunque a divertirsi. Sicuramente non è un disco adatto a chi vuole avvicinarsi alla band perché potrebbe forse restare deluso dalla mancanza di uno o più brani che possano ergersi sugli altri.