Ultima fatica per i Yellowcard. Questo album omonimo è un vero e proprio commiato/ringraziamento ai fan per averli seguiti in questa avventura che è durata dal 1997, partendo da Jacksonville, Florida, negli USA. In questi anni hanno sfornato 10 album in studio,tra cui “Ocean Avenue“, album che ha dato loro popolarità nel 2003. Io personalmente li seguo da allora e, seppur spesso scadano in canzoni troppo pop-rock da classifica, mi piacciono moltissimo.
Le loro canzoni migliori le hanno realizzate inglobando, assieme agli strumenti classici (batteria,basso e chitarre) il violino, posto come vero e proprio strumento dominante e indipendente come tutti gli altri.
Se dovessero chiedermi una canzone per far capire cosa sono per me gli Yellowcard, farei sentire sicuramente “For You, and Your Denial”. Questa canzone proviene dall’album del 2011 “When You’re Through Thinking, Say Yes” e racchiude quanto detto poco fa, ovvero tutti gli strumenti sono protagonisti.
Purtroppo nel precedente disco non è stato così, “Lift A Sail” l’ho criticata aspramente(QUI) appunto per aver perso le loro caratteristiche relegando il violino a sottofondo da film romantico.

In questo ultimo album si sente sempre la mancanza dello storico e bravissimo Longineu Parsons III (Ora nei This Legends) alla batteria, ma in ogni caso la situazione è un po’ migliorata.
Seppur riscontri solo a tratti le caratteristiche tanto amate (vedi la numero quattro “A Place We Set Afire”) il disco lo considero triste, davvero dà la sensazione agonizzante della fine. D’accordo viverla come un distacco doloroso, ma i distacchi così tanto emotivi non mi son mai piaciuti: soprattutto nell’ottavo brano “I’m a Wrecking Ball” la tristezza aleggia pesantemente, tanto che sembra di essere davvero a un funerale.
Per fortuna ci pensa la successiva “Savior’s Robes” a risollevarmi il morale (che, assieme a “Got Yours”, è la migliore dell’album).

Concludo ringraziando davvero tanto gli Yellowcard, per quanto hanno fatto di bello e innovativo per migliorare una scena musicale dove hanno successo generalmente solo cose brutte e scontate (almeno qua in Italia), e spero un giorno che ritornino per regalarci altre emozioni.