Dopo uno show sfortunatamente accorciato per motivi tecnici al Colony Open Air lo scorso luglio, i WINTERSUN tornano finalmente in terra italica per due date da headiner a Bologna e a Roma. Queste due date fanno parte del Forest Tour 2017, che segue l’uscita del loro terzo album “The Forest Seasons”, di cui potete leggere la nostra recensione a questo link. Dopo aver assistito alla data di qualche giorno prima in Slovenia, abbiamo deciso di fare il bis il primo ottobre al Zona Roveri di Bologna. Ecco com’è andata!

Aprono la serata i nostrani BLACK THERAPY, band melodic death metal di Roma che ci propone brani dal loro nuovo full-length “In The Embrace Of Sorrow, I Smile” chiudendo con una cover di Mad World di Gary Jules. Voce growl davvero ottima e brani molto potenti, peccato forse per suoni non proprio eccelsi, ma inizio di serata promettente.

Seguono i finlandesi WHISPERED, che salgono sul palco in tenuta da samurai con un death metal melodico dai tratti power, con melodie e tematiche ispirate, come il loro look, alla tradizione giapponese. Anche per loro, la maggior parte dei brani sono estratti dal loro ultimo album “Metsutan – Songs Of The Void” (qui la nostra recensione), come il brano d’apertura ,Strike!, e due di quelli che personalmente ritengo essere tra i brani migliori da loro proposti in questa serata, Kenseie Sakura Omen. Un salto indietro al loro precedente “Shogunate Macabre” con “Hold The Sword” ed infine “Bloodred Shores Of Enoshima”, brano bellissimo con atmosfere e cori davvero epici che ha chiuso ottimamente la loro esibizione. Una band, questa, che non conoscevo quasi per nulla ma che mi ha colpito moltissimo: vederli live è stato un modo perfetto per conoscerli, nonostante il fatto che anche per loro i suoni non fossero granché, col volume del microfono di Jouni Valjakka che spesso andava e veniva. Davvero un peccato per un gruppo come loro.

Eccoci finalmente arrivati a ciò che stavamo tutti aspettando: i WINTERSUN. Così come quando li avevamo visti a luglio in quel di Brescia, aprono lo show con Awaken From The Dark Slumber (Autumn) prima traccia del loro ultimo album, seguito da un ritorno al loro debutto con Winter Madness, Beyond The Dark Sun e Death And The Healing. Pubblico scatenatissimo sin da subito, che ha cantato praticamente parola per parola ogni brano, sovrastando spesso e volentieri la voce di Jari che durante i ritornelli dell’ultimo brano citato allunga il microfono sopra le prime file. Proseguiamo con Sons Of Winter And Stars, arrivando ora al pezzo che mi ha più emozionata nel sentire live per la prima volta, Loneliness (Winter): come già dicevo nella recensione di “The Forest Seasons”, questo è forse il brano più bello che la band abbia mai composto. La voce di Jari è perfetta anche dal vivo, con un’espressività fuori dal comune. Dopo Starchilded Eternal Darkness (Autumn), piccola pausa per poi chiudere con Time, altro pezzo tra i migliori, a parer mio.

Cos’altro dire, un concerto davvero fantastico. Come già mi aspettavo, i WINTERSUN si riconfermano una delle migliori band che abbia mai visto live, non solo per la qualità della loro musica ma anche per la carica e l’energia che riescono a trasmettere.

 

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